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La prova |
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Prova PROLINE 23 |
L'articolo completo su La Barca per Tutti maggio-giugno 2009
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 | Nata per la pesca può interpretare anche il ruolo di cruiser affidabile. In package con motori Evinrude è molto dotata ed esprime prestazioni di alto livello.
Viene dalla Florida questo fisherman di 7 metri, entry level della gamma Pro Line, barche che si inseriscono bene nel settore dei fisherman “professionali”. Con modelli da 23 a 35 piedi realizzati con criteri che li rendono molto marini e importati in Italia da Italmarine, da sempre importatore dei motori Evinrude. In Italia è proposto in package abbinato ai fuoribordo Evinrude E-Tec, sempre in versione monomotore, con potenze dai 175 cavalli ai 250 H.O. (High Output), tutti motori due tempi 6 cilindri a V con iniezione diretta E-Tec con cilindrate di 2.592 cc per i 175 e 200 cavalli e di 3.279 cc per le potenze maggiori.
La tecnologia E -Tec è stata rivista e messa a punto da Bombardier, il gruppo che ora possiede il marchio americano, che ne ha radicalmente migliorato l’affidabilità sfruttando al meglio l’idea iniziale di un iniettore pompa che “spara” la miscela in camera di scoppio. Per un due tempi significa ottimizzare il consumo di carburante e le emissioni portandoli a livelli competitivi con i 4 tempi ma conservando tanta aggressività.
Il Pro Line 23 non è una barca per chi cerca compromessi: la sua vocazione di barca da pesca è evidente e la si legge in ogni dettaglio, a partire dalla carena a V profonda agli ampi spazi liberi in pozzetto, pensati apposta per lasciare libertà di movimento durante le battute di pesca. Questa dichiarata attitudine non preclude che possa essere usata anche come barca da crociera, infatti con qualche accorgimento e con l’aggiunta di qualche optional si può raggiungere un buon livello di comfort. Quasi indispensabile, e non presente sulla barca in prova, il bimini rigido di copertura della parte centrale del pozzetto.
Prova in acqua
La prima impressione una volta ai comandi è quella di una barca che naviga, soprattutto considerando le sue dimensioni, con un passo autorevole, sicuro, pur restando molto divertente e maneggevole. Il motore era il 200 H.O., un gruppo termico che con la mappatura più aggressiva esprime fino a 250 cavalli. Il motore, di buona cilindrata, ha una gran coppia anche ai medi e bassi regimi e questo si sente molto nelle andature a velocità media e nel lancio della planata, sempre sicuro e senza incertezze. anche con un carico considerevole. L’uscita è buona, senza che ci siano le impennate della carene più corte.
Trimmando molto si sostiene la barca attorno ai 3.000/3.500 giri che corrispondono a una quindicina di nodi, poco meno, di velocità. Navigando attorno ai 4.000 giri il log oscilla attorno ai 22 nodi e ci sembra un buon regime di trasferimento “economico” e anche senza troppo sbattimento degli ospiti a bordo. Quando si comincia a insistere con il gas la velocità sale rapidamente. Con il motore in assetto, a schiacciare la velocità massima è di 36,1 nodi che, alzando la prua e lasciandole fare qualche saltello, arrivano a 37. Sono prestazioni molto interessanti per un package monomotore che si rivela di ragionevole ecomomia. Una installazione bimotore, che potrebbe anche avere un impatto scenografico più accattivante sarebbe inutile. Per i pescatori alla traina abbiamo rilevato la velocità minima a 500 giri: 1,7 nodi, il motore non sembra proprio intossicarsi e continua a girare rotondo.
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